IL CARTEGGIO CAFONE

Quella che segue è una delle tante piccole e sterili polemiche social nelle quali a volte mi vado a infilare spinto da un oggettivamente ridicolo senso di giustizia.

Quattro anni fa una persona, attivista di un partito molto a sinistra e impegnata nel sociale, mi scrisse parole piuttosto pepate in privato su messanger. L’oggetto era l’inizio della vicenda giudiziaria che ha investito Stefano Esposito proprio nel 2020. Una vicenda assurda nella forma e nel merito che prima gli ha distrutto la reputazione e poi si è risolta, qualche mese fa, nella sua più che tardiva assoluzione.

A quel messaggio dell’attivista non risposi perchè risultavo “bloccato”. Decisi comunque di non cancellarlo. La cafonaggine altrui la serbo come memoria del fatto che in fondo siamo tutti fatti così (me compreso). Male, imperfetti, più tendenti al nero che al bianco e quindi spesso abitiamo il grigio.

Questa mattina mentre facevo ordine tra le scartoffie social, quel messaggio si è ripresentato e, con stupore, ho scoperto che mi era possibile rispondere. L’ho fatto (ho sbagliato, lo so). Ne è seguito un mini inutilissimo dibattito. Lo ripropongo, partendo dall’inizio, con una finalità ben precisa: ricordare a me stesso che devo smetterla. I social servono al dibattito come il giacchio al Polo Nord.

25/8/2020 LUI “Ridi, metti il like al tuo eroe. Ma credi davvero che Esposito non sappia chi sono? Questo giochino di utilizzare quel poco di rendita di posizione e di visibilità per insolentire l’altro è la sua cifra fin dai tempi dell’università. Se ti piace sei come lui. Tutto qui.”

29/5/2024 h.23,32 IO “Alla fine è stato assolto.”

30/5/2024 h. 4,55 LUI “Eh ma dall’arroganza e dalla prepotenza non lo assolve nessuno

30/5/2024 h. 7,39 IO “Un po’ comodo. È stato massacrato per anni e additato come un delinquente. La sua persona e carriera distrutta. Essere molto antipatici non è reato. I politici devono essere onesti, non compagni per la serata al bar. E se anche fossi come lui, l’onestà di fronte alla legge rimane tutto ciò che è necessario.”

30/5/2024 h. 7,40 LUI “Carissimo, la nostra polemica risale ad anni fa, ma io escludo che riguardasse le vicende giudiziarie di Esposito (invece sì, ndr), quanto piuttosto alcune sue dichiarazioni e un suo atteggiamento frequente verso chi dissente dalle sue posizioni. Ho conosciuto Esposito quando si era studenti e ho continuato a seguirlo, mio malgrado, perché spesso mi sono trovato in disaccordo con lui. Il suo atteggiamento sprezzante, svalutante, intellettualmente scorretto e direi tranquillamente insultante nei confronti dell’interlocutore è una sua cifra stilistica, direi una prassi, per lui. La sua carriera politica. Essere stronzi è reato? Certo che no, ma uno stronzo resta uno stronzo, come tu mi insegni.

30/5/2024 h. 7,41 IO “Per fortuna non insegno nulla a nessuno.”

30/5/2024 LUI “Mi spieghi cosa ti spinge a venirmi a cercare anni dopo, per cosa? Cosa vuoi? Il sangue? Vuoi sentirti figo? Cosa vuoi, esattamente? Tu non sai neanche chi cazzo sono (invece lo so ndr). Fossi tu Esposito lo capirei… Ma cosa vuoi da me?

Fine del carteggio. Non passerà alla storia, per fortuna. Per me però un memento da custodire.

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