Low battery / Happy Easter

Da domani fino al 2 maggio si rallenta. Quest’anno Gesù di Nazareth muore e risorge in slow motion. Si slunga fino al 25 aprile, per spingersi ancora oltre e toccare il Primo Maggio. Nell’ordine: Morte, Resurrezione, Liberazione, Lavoro. Bella quaterna.

Arrivo alla Pasqua 2019 prostrato sui gomiti, con le batterie quasi esaurite e senza cavetto nello zaino. Questa mattina ho sbagliato a inviare per ben due volte un comunicato stampa semplice semplice. Roba da  neofiti del giornalismo di bottega. Brutto segno. O meglio, segno che devo deporre le armi, rilassarmi un po’, riappropriarmi di un ritmo quotidiano che assomigli meno, molto meno, a quello di una trottola su scarpe.

Ben venga questa Pasqua, quindi, festività religiosa che, di fatto, nessuno si fila (a parte i produttori di cioccolato e di panettoni a forma di colomba).  Da ex credente (o da agnostico interessato, fate voi) riconosco a questa ricorrenza, un significato che, per me, ha ancora un grande fascino e un messaggio evidente: non si molla. Mai. Non si molla nemmeno quando tutto sembra perduto. Fosse anche la morte. Per tutti, ma proprio per tutti, c’è sempre l’occasione per rialzare la testa, anche se abbiamo la sensazione di essere stati già decollati da un po’.

Decollato. Come un aereo, o come Giovanni Battista. A scelta.

Happy Easter. A tutti.

 

 

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