EPPURE

Un altro anno così non me lo auguro, eppure … È stato l’anno dell’ansia, dell’incredulità, della mascherina e del gel, della distanza sociale, delle videochiamate, di chiacchiere e birre perdute, di sorrisi solo abbozzati, di nostalgia, di lutti, di “ti ricordi quando?“. Eppure era febbraio. Solo undici mesi, ma sembrano tanti di più.

Un anno da ricordare per forza. Come quello del militare, per dire, come quei momenti che ti fanno svoltare. Non sai bene dove, ma svolti. Quando sono nati Sara e Matteo, quando ho deciso che la mia vita doveva cambiare radicalmente, quando mi hanno consegnato la lettera di licenziamento, quando mi hanno consegnato l’urna con le ceneri dei miei genitori, quando decidi di nuovo che devi cambiare radicalmente la tua vita. Svolti, a volte c’è un muro, e ci sbatti. Altre volte no.

Un anno indigesto, eppure ho scritto un libro, vestito i panni del maestro, mi sono sentito di nuovo figlio, venduto una casa, arredata un’altra, pedalato in bici, condiviso il tempo e lo spazio come non facevo da tempo. Sono tornato a rispondere “bene!” a una domanda alla quale rispondevo sempre e solo “abbastanza“.

No, non è stato un buon anno quasi per nessuno, eppure, devo ammetterlo, con me, è stato buono.

Ora attendo solo di riporre la mascherina nel cassetto dei brutti ricordi, di vaccinarmi, di dimenticarmi del sostantivo maschile singolare distanziamento e di tornare a fare il piciu fino a notte inoltrata un sabato al mese. Tempus fugit, non voglio buttarne altro.

2 Comments on "EPPURE"

  1. Che bello rileggerti, grazie🥰

  2. Giacomo Nigro | 1 Gennaio 2021 at 11:19 | Rispondi

    Buon anno nuovo!

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