QUANTO GUADAGNI?

Da un paio di mesi un tassista di Bologna pubblica quotidianamente il suo incasso lordo di giornata, suddividendolo tra contante e POS. Mal gliene colse: i suoi colleghi non l’hanno presa affatto bene. Su Red Sox, questo il nickname del tassista, stanno piovendo copiose minacce verbali e scritte, insulti social a profusione, atti vandalici al suo taxi, persino consegna a domicilio di pacchetti di sterco. Per la cronaca: l’incasso si aggira tra i 400 e i 600 euro lordi.

Il 10 luglio il DATAROOM di Milena Gabanelli ha pubblicato una di quelle inchieste che mi provocano gastrite cronica: i redditi dichiarati dagli italiani suddivisi per categorie professionali.

Secondo questi dati (che sono ufficiali) un tassista che lavora a Bologna, come il succitato Red Sox, nel 2022 ha dichiarato, in media, al fisco poco meno di 14.500 euro all’anno, 1.200 euro al mese. Credibile come la neve a Gibuti.

Sulla rivista on line Mondoeconomico.eu, il giovanissimo e valente ricercatore torinese Ivan Lagrosa, in un bell’articolo prova a spacchettare i dati sulla povertà italiana denunciati dall’Istat (1,9 milioni di famiglie in povertà assoluta) e li passa anche sotto la lente di ingrandimento di Eurostat (che usa indicatori diversi, più specifici). Il numero di “chi non ce la fa” è, dati alla mano, in aumento.

Certo, se denunci 14 mila euro di reddito annuo e tieni famiglia, per le statistiche non sei solo povero, sei in piena emergenza.

Giuseppe De Rita sociologo, fondatore del CENSIS, classe 1932, quando affronta il tema è più sfumato e ricorda il peso della rete familiare e familistica su cui poggia la società italiana anche e soprattutto quando si vive una crisi sistemica così prolungata. In Italia ci si arrangia, se lo Stato non c’è o latita, si passa all’autoregolamentazione.

La fiscalità diventa il nemico da aggirare, anche perchè, lo sappiamo bene, è aggirabile. “Il mio commercialista dice che …”, “L’assicuratore mi ha suggerito di … ” etc. etc. Ognuno di noi ha una porta alla quale bussare per studiare strategie di elusione.

Torniamo al punto di partenza: il reddito. E se avesse ragione Red Sox? Pubblicare i propri incassi quotidiani è un gesto coraggioso, rivoluzionario e dirompente. Frantuma tutti gli alibi corporativi e le lamentazioni gratuite. Potrebbe addirittura aprire le porte alla vera equità fiscale: pagare tutti meno tasse, perchè tutti le pagano.

Non solo: si potrebbe rispondere con più efficacia alle esigenze di chi davvero non riesce a sbarcare il lunario (secondo la Caritas parliamo comunque di almeno 2 milioni di persone).

È evidente che non capiterà mai. C’è una legge che giustamente blinda i dati dei redditi di tutti noi in nome della privacy. Però è un peccato, perchè l’ipocrisia italiana in tema di reddito, ha assunto nel tempo dei livelli davvero insopportabili e meriterebbe uno scossone.

La breve storia malata del Reddito di Cittadinanza è lì a dimostrarlo: il Governo Meloni lo ha drasticamente ridimensionato e non si è verificata (per fortuna) nessuna emergenza sociale. Ovvio che a questo punto si dovrebbe aprire il capitolo vergognoso del lavoro pagato in nero e di quello sommerso (il doppio lavoro), ma atteniamoci solo a ciò che i dati l’Irpef ci possono raccontare. Se è nero o sommerso, non esiste.

Chiudo l’amara riflessione prendendo esempio da Red Sox: nel 2022 ho fatturato 31.500 euro. Non ho mai fatto nessun lavoro in nero e al netto di tutto il deducibile, pagherò in 4 rate, da fine luglio a ottobre, circa 7 mila euro di tasse.

Guadagno tanto, guadagno poco? Di certo molto più della media dei ristoratori milanesi , il cui reddito supera di poco i 20 mila euro annui. Lo so, fa ridere.

2 Comments on "QUANTO GUADAGNI?"

  1. Caro Sante, io non faccio testo…sai che lavoro in Canton Ticino, guadagno parecchio, pago parecchie tasse ma, almeno, avrò una pensione degna di questo
    nome..faccio un lavoro di grande responsabilità e quando sento che le mie colleghe in Italia guadagnano un terzo di quello che guadagno io mi montano davvero i nervi…detto questo sappiamo bene che in Italia i lavoratori dipendenti pagano una quantità inverosimile di tasse e i milionari hanno modi e mezzi per pagare meno tasse possibili…storia vecchia…grazie per aver chiesto la mia opinione, è sempre bello leggerti…

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