L’ETERNO RITORNO NO VAX

È una battaglia persa. Non servono i numeri, le evidenze, la storia recente e quella passata. Per il NoVax nulla e nessuno sono in grado di scalfire la certezza che il vaccino sia un “siero sperimentale pericoloso per la salute messo a punto e distribuito dai Poteri Forti per arricchirsi e controllarci“. La sintesi è grossolana, me ne scuso, ma rende il quadro.

EFFETTI COLLATERALI

Tutti abbiamo (o abbiamo avuto) amici, conoscenti, parenti, contatti social che sono ferventi NoVax. Durante la pandemia, il furioso dibattere sulle bacheche, mi ha fatto perdere per strada almeno una decina di contatti (e tre amici in carne ed ossa). Poi il fenomeno di separazione è proseguito a causa della guerra in Ucraina e a Gaza. Segno, tra l’altro, della nostra ormai conclamata incapacità di reggere il confronto con pareri diversi dal proprio. E di cambiere idea.

Sto divagando.

LA PETIZIONE

L’8 agosto ho condiviso sul mio stato di whatsapp l’invito a firmare la petizione promossa dal “Patto Trasversale per la Scienza” per chiedere la rimozione di due medici apertamente dubbiosi sull’efficacia vaccinale dal Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (NITAG) da parte del Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

L’invito mi era arrivato dal prof. Lorenzo Magnea, docente di Fisica all’Università di Torino nonché uno egli ideatori del progetto Sci4dem (Science for Democracy). Avendo un debole per il prof. in oggetto, ho firmato subito (pur non amando molto lo strumento), invitando i miei contatti a fare altrettanto.

Nel giro di qualche minuto una persona che conosco (che qualche volta ho incontrato presso comuni amici), una donna mia coetanea, colta , mite, con una posizione lavorativa solida, relazioni nel mondo della medicina, mi ha scritto in chat. Quello che segue è il nostro scambio di messaggi.

IL CARTEGGIO DIGITALE

Il prof. Bellavite (uno dei due medici oggetto della petizione ndr) gode di una solida reputazione di persona competente, seria, onesta, coraggiosa e indipendente. Sono convinta che se nella sanità pubblica ci fossero più professionisti come lui, la società ne sarebbe migliorata: più salute, più rispetto per le persone e meno corruzione. Sinceramente spero proprio che questa petizione non abbia successo…

Rispondo con una citazione: “Per me è come vedere don Vito Corleone e Al Capone nominati nella commissione antimafia.” Roberto Burioni, virologo, infettivologo, ricercatore e divulgatore scientifico.

Lei invia una emoticon sorridente (ma non irridente).

Aggiungo: “Credo che un governo abbia il dovere di essere strettamente legato alla comunità scientifica per come si esprime nella sua autorevolezza e condivisione. Poi se c’è qualcuno che la pensa diversamente, che crede ciò che ancora non è stato accettato dalla comunità scientifica nel suo insieme, libero di farlo. Ma non in una sede governativa che deve essere garante della sicurezza di tutti. La scienza non è esatta, è sempre in divenire, ma che si pongano dubbi (a livello governativo) sull’efficacia vaccinale dopo avere superato una pandemia globale è, per me, non accettabile.

A questo punto mi invia il Comunicato Stampa a firma “Carta di Siena. Patto tra medici e cittadini” dal titolo: “Quando screditare diventa una strategia …“. Qui il testo.

Rispondo così: “La sindrome da accerchiamento o da complotto è un po’ il dito dietro il quale si nascondono tutti, quando i nodi vengono al pettine. Ci sono battaglie giuste e altre sbagliate. Tutti hanno il diritto di farle, siamo in piena democrazia. Però poi bisogna scegliere una strada. In ambito scientifico a dettare la scelta sono le conclusioni della comunità scientifica, che esiste e che è autorevole. Se sei un medico che ritiene che i vaccini siano dannosi, inutili, malvagi o altro, sei liberissimo di farlo, ma all’interno della tua cerchia familiare. Per il resto segui ciò che la tua deontologia impone. La presenza di queste persone all’interno di quel comitato è un errore. Meglio: è una concessione politica che la Meloni fa a quella fetta suo elettorato novax, etc. Come nella migliore/peggiore tradizione italiana. Voto di scambio travestito, questa volta, da libertà di scienza.”

Nel frattempo arriva il mio compleanno e lei gentilmente mi fa gli auguri. Ringrazio.

Il 16 agosto il Ministro Schillaci, a sorpresa, non solo revoca le nomine, ma scioglie il NITAG.

Mi invia il Comunicato del Ministero e aggiunge: “Ok, ce l’avete fatta. Mi chiedo chi saranno questi nuovi stakeholder… Probabilmente non i danneggiati da vaccino e neppure quei sanitari che si sono fatti radiare o sospendere senza stipendio per avere, in scienza e coscienza, espresso dubbi sulla sicurezza ed efficacia di quei farmaci sperimentali e sull’opportunità di imporli con la forza come è stato fatto. Io pensavo che in democrazia l’espressione del dissenso fosse un diritto tutelato, ma vedo che quando si toccano certi interessi, meglio il buon vecchio bavaglio… Detto questo, prometto di non tornare più sull’argomento. Ciao.

È seccata. Lo posso comprendere.

Abbozzo: “In democrazia tutti possono dire la loro, ma poi decide la maggioranza. In democrazia. E la minoranza si adegua fino a quando e se diventa maggioranza. Sempre in democrazia.

Con garbo mi scrive ancora: “Certo, hai ragione. Ma siccome non è vero che qui tutti possono dire la loro, questa non è una vera democrazia. Ai dissidenti è stata sistematicamente negata la possibilità di esporre le ragioni scientifiche del loro dissenso: sono stati minacciati, licenziati, radiati, ridicolizzati, diffamati, affamati, ostacolati in ogni modo possibile da un esercito di professionisti strapagati e troppo spesso in palese conflitto di interessi. Se non è garantito un dibattito equo, non è vera democrazia.

Mi parte un mezzo pippone: “Il dibattito è garantito, sono le conclusioni che non possono essere “dibattito”. Se la comunità scientifica sostiene che l’anti vaccinismo è una roba che non sta in piedi, il dibattito si chiude. Almeno per la politica che deve scegliere. E ci mancherebbe pure. Quando la comunità scientifica (Università, studi di ricerca, etc) deciderà che i vaccini non servono, ok, ma fino ad allora stiamo a quando appurato e certo ad oggi. E poi la scienza, le scienze non sono democratiche. Una cosa è, oppure non è. Almeno con il sapere che si ha a disposizione. Siamo riusciti a credere per decenni che esistesse la memoria dell’acqua. Direi che può bastare. Ripeto: quando coloro che passano la vita a studiare medicina, seguendo il metodo scientifico, dimostreranno con margini di dubbio minimi, ma accettabili e condivisi, che fino ad oggi ci siamo sbagliati si cambia. Nel momento in cui si definisce il vaccino “siero sperimentale” e si inizia a parlare di conseguenze non verificabili e poi smentite dai dati ufficiali (ISTAT in primis) allora è inevitabile che ci sia verso i “dissidenti” qualcosa in più di un semplice “stop”. E poi, dai, il complottismo è davvero qualcosa di inascoltabile. Oggi, che persino quelli che credono nella terra piatta trovano ascolto! Dai, c’è bisogno di una serena presa di coscienza. Come da oltre un secolo sappiamo i vaccini servono, la ricerca fa miracoli e l’età media di tutti noi cresce (anche troppo).”

Il nostro carteggio si interrompe qui. Non le polemiche attorno a noi. Figurarsi.

MATTEO E LOLLO

Lollo – Schillaci – Salvini

Da qualche giorno il Centro Destra, nelle persone dei colleghi ministri Salvini e Lollobrigida, sta massacrando il povero Orazio Schillaci che, ricordiamolo, è un tecnico di area, non è iscritto a nessuno dei partiti di governo. Il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha avuto il coraggio di affermare: “Non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto.” Vabbè, da noi buttarla in caciara è la prassi. Vedremo gli sviluppi, se ci saranno.

LA BARRICATA PIATTA

Mentre ero intento in questo scambio di messaggi su whatsapp, l’algoritmo di YouTube mi ha offerto alla visione una recentissima puntata di “Muschio Selvaggio” dedicata a un dibattito: “Terra piatta vs Terra sferica”. L’ho guardato. Ovviamente i sostenitori del terrapiattismo (un sondaggio della SWG di un paio d’anni fa sosteneva che 15 italiani su 100 pensano che la Terra sia piatta ) sono anche NoVax.

La mia amica so per certo non credere nel terrapiattismo, ma a lei e quelli che come lei hanno una laurea in tasca, serenità economica e capacità critica, chiedo: se ti trovi sulla barricata insieme a Salvini Matteo e Gabriele Ceracchini (aka Shinsekai) devi per forza farti venire almeno un dubbio. Almeno uno. E poi, la sera, con calma rileggere le pagine dei Promessi Sposi dedicate alla peste. Era già tutto lì.

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