Castelli in aria

La sera quando mi cullo in attesa di Morfeo inseguo sogni ricorrenti. Uno in particolare: mi immagino in Parlamento, impettito con giacca e cravatta, senza il minimo accenno di balbuzie, a snocciolare un ipotetico programma di Governo, per chiedere  ai colleghi il voto di fiducia.

Lo so, non è normale.

Ciò che mi preoccupa, e dovrebbe preoccupare anche voi, è la convinzione, che il mio onirico programma di Governo, accompagnato, punto su punto, da strategie e paletti ideologici, sia dieci volte più solido di ogni parola pronunciata dal giovanissimo (32 anni) viceministro dell’Economia del Bel Paese.

Laura (dai , diamoci del tu) è nata a Torino, come me, ed è stata eletta nel mio collegio elettorale. A portarla in Parlamento è stata la sua militanza dura e pura, come grillina doc, fra le fila del movimento NOTav. La sua competenza finisce qui. Laura Castelli siede in Parlamento perchè ritiene Beppe Grillo uno statista e la linea ad alta velocità che dovrebbe collegare la sua città con Parigi, inutile. Fate voi.

Da quasi un anno è il Vice Ministro dell’Economia. Deve co-gestire la settima economia del pianeta, entrare nella nostra vita fiscale, fare in modo che la ricchezza  di 60 milioni di persone cresca, che gli ultimi siano meno ultimi, che tutti noi possiamo in qualche modo sentirci al sicuro pensando al domani. Deve difendere i nostri interessi dalle speculazioni finanziarie, dagli squali di Wall Street, dai meccanismi globali del credito. Non esattamente né quisquilie, né pinzillacchere.

In questi giorni la mia concittadina sta inanellando una figura di palta dietro l’altra, che manco Beccalossi contro lo Slovan Bratislava.

L’hastag #QuestoLodiceLei, fa concorrenza alle storie su Instagram di Fedez. L’affermazione che chi “studia di più non è detto che sappia di più” ha scatenato una ilarità che manco Stanlio e Ollio al top della forma. Anche l’ultima affermazione che la si critichi per invidia è da prima serata a Zelig. Anche se, in verità, i suoi 14 mila euro al mese glieli invidio un po’.

Lo ammetto, hai ragione, sono un po’ invidioso di te Laura.

Detto ciò, qui ufficialmente chiedo a Laura Castelli di dimettersi e di lasciarmi sognare in pace, togliendomi di dosso, una volta per tutte, la sensazione (sgradevole) di essere molto più svicio del Vice Ministro dell’Economia della settima potenza economica mondiale.

 

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