Questa mattina (scrivo alle ore 17,30 del 15 ottobre) l’inviato di Avvenire, Nello Scavo, sul suo profilo X, ha scritto: “È scoppiata la festa in tutta la Palestina per la mancata ammissione di Israele ai mondiali di calcio. A Ramallah, caroselli, spari, botti. E “Grazie Italia”. ”
Mi ha incuriosito, gli ho chiesto lumi e lui, a stretto giro di tweet, mi ha risposto così: “Ero qui e ho visto e sentito. È un sintomo di altre cose, certamente qualche riga la meriterà domani.” Anche perché, va detto, nella nazionale di calcio di Israele i giocatori arabi sono numerosi.
Il corto circuito (l’ennesimo) credo sia evidente. Oggi.
Dopo che ieri a Udine (dove si giocava Italia-Israele) una grande manifestazione popolare dal titolo “Cartellino rosso per Israele“ è sfociata nei soliti tafferugli, dopo che parlamentari, intellettuali, pensatori, politici di vario ordine e grado hanno invitato la Nazionale a non scendere in campo, dopo che le bacheche social hanno gridato tutto il proprio dissenso per una partita che “non si deve giocare“, scopriamo che giocarla è stato il gesto più filo palestinese che si potesse immaginare.
Ieri sera in Palestina si è tifato per Gattuso, per i giocatori italiani e si è gioito alla vittoria degli Azzurri. Una vittoria che elimina la squadra di Israele, che non parteciperà nemmeno ai play off di qualificazione per andare al prossimo Mondiale 2026. Se non avessimo giocato, avremmo perso la partita a tavolino, forse avremmo subito una squalifica e Israele avrebbe avuto la chance concreta di partecipare a un torneo dal quale manca dal 1970.
Esiste una dicotomia profonda tra la percezione della realtà e la realtà. Il vasto movimento popolare che si è scagliato contro questa partita di calcio (in nome della causa palestinese), non si è mai posto il problema di cosa a Gaza (o ciò che ne resta) e in Cisgiordania (che deve fare i conti con i coloni ultraortodossi) ne pensassero di questa benedetta (o maledetta) partita.
Lo scopriamo il giorno dopo: loro volevano che l’Italia giocasse, che vincesse. Che battesse sonoramente gli odiati biancoblu. Così è andata.


Sempre cose molto interessanti, grazie
Grazie Lele!