La notizia è fresca di giornata. Il Fatto Quotidiano, la riporta così.
L’ex Sindaca di Torino, Appendino Chiara, per la gran parte di noi torinesi è stata forse più una cocente delusione che una jattura. Classe 1984, è stata eletta Prima Cittadina nel 2016, giovanissima. Aveva solo 32 anni. Sebbene non condividessi nulla del suo pensiero pentastellato, ero molto curioso. Una ragazza in Sala Rossa, con un consenso alto, un gradimento diffuso e l’appoggio della buona borghesia sabauda, avrebbe potuto sparigliare le carte, scatenare energie e creatività. Dare magari a Torino quella spinta necessaria per uscire dal pantano post olimpico. Sfidante, molto sfidante. Ma se non ti lanci nelle sfide impossibili a 32 anni, quando lo fai?
Invece Chiara Appendino si è impantanata nel grillismo e nelle beghe interne al Movimento; ha combattuto battaglie di retroguardia (contro la TAV e i grandi eventi), salvo poi litigare con la sua stessa maggioranza prigioniera del purismo identitario, e alla fine ha mancato sia di coraggio, che di fantasia. A 32 anni amministrava la città con l’entusiasmo della nonna di Fassino, il Sindaco che lei ha battuto al ballottaggio. A fine mandato non si è nemmeno ricandidata (non ha voluto, potuto, saputo, fate voi) e il M5S ha preso l’8%. Scomparso.
Oggi, però, a Chiara Appendino va concesso l’onore della armi. Almeno parziale. Prima, per darsi un futuro politico, ha accettato le lusinghe di Conte Giuseppe, il Premier per Caso, che l’ha portata in Parlamento (le liste bloccate, quando ti premiano, sono sempre bellissime). È diventata la numero due di quel che resta del Movimento, ma adesso, a un passo dallo scorrere dei titoli di coda (il M5S che diventa stampella caduca del PD, per una grillina torinese doc, è davvero troppo), si dimette dalla vice presidenza.
Se resterà fuori dal partito di Conte Giuseppe, con l’aria che tira, difficilmente la rivedremo in Parlamento. Forse è meglio così. Di certo resta la delusione per una ragazza che non ha lasciato alcuna impronta qui a Torino.


Secondo me è semplicemente una che non è capace, che non ha doti politiche, che non aveva la più pallida idea di che cosa significasse amministrare Torino. Insomma, perfetta per il suo movimento. Un certo numero di torinesi ha eletto una totale incapace, perché molto probabilmente s’identificava in lei.
Concordo. Mi chiedo anche come una ragazzina di 32 anni potesse comunicare un così basso tasso di entusiasmo per la politica. Una classica allucinazione collettiva.