VIVE LA FRANCE

Anche quest’anno il mio desiderio di esterofilia estiva è stato esaudito. La penisola di Giens, comune di Hyères, è a un passo da Toulon. Quattrocentocinquanta chilometri da casa. Quanto basta per non incrociare quasi più nessun paisà e fare un piccolo rinfrancante bagno di civiltà.

IO CI PROVO

Che poi. Io ci provo. Ci provo a rinunciare a questo moto centrifugo periodico, a questo richiamo del confine che mi spinge a non fare più le vacanze in Italia. Ma non ci riesco. E faccio bene. Quando torno le ragioni nuove si sommano a quelle vecchie e il risultato è sempre lo stesso: sono definitivamente persuaso che l’Italia sia davvero un Paese finito, giunto ai titoli di coda, ma finge di non saperlo. Siamo sul Titanic, l’orchestra suona distrattamente e l’iceberg è lì a due passi, nascosto dalla nebbia.

LA CIVILTÀ

Dicevamo della civiltà. Vero, eravamo in zona vacanziera (come lo potrebbero essere Varazze, Igea Marina, Vietri sul Mare, o fate voi), quindi la predisposizione alla tolleranza era di per sé favorita ma: abbiamo trascorso dieci giorni in spiagge sempre libere, liberissime. E pulite. Ampie. Con una concentrazione umana limitata, il traffico impercettibile, il parcheggio ovunque gratuito, la natura quasi incontaminata. E silenzio. Già, il silenzio. All’inizio non ci ho fatto caso, ma dopo un paio di giorni è stata mia moglie a farmelo notare. Dove sono gli smartphone? Perché non sono tutti a urlare i casi propri coram populo in un lungo e inutile messaggio whatsapp? Perché non hanno i pollici che volano sulle tastiere, gli occhi immersi nello schermo, le voci che si sovrappongono nell’etere? Perché leggono libri, ronfano, si abbronzano, si guardano in giro, nuotano o semplicemente oziano?

Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, quando il telefono era appeso al muro di casa o del bar o era inchiavardato con l’elenco e le Pagine Gialle alla cabina ad esso destinata. Quasi straniante.

E le sigarette? Perché non sono tutti a fumare, rollare o svapare? Perché non sento odore di nicotina o di mango allo zenzero e menta del Buthan? Zero mozziconi nella sabbia. Signore, ti prego, non mi svegliare.

In strada pedoni e ciclisti venivano considerati esseri umani e, in virtù di questo riconoscimento sociale, non arrotati dalle auto. C’è da dire che tanto i pedoni quanto i ciclisti rispettavano in modo naturale il codice della strada. Ne conseguiva che qualunque autista alla guida, a fronte di cotanto civismo, non potesse che allinearsi. Pena, il pubblico ludibrio.

I SOLDI

Parliamo di soldi. Per dormire in un B&B piccolo ma onesto, dotato di tutti i comfort, servono (nella penisola di Giens) non meno di 120 euro. Se ti sposti verso nord in direzione Hyeres, anche 100 possono bastare. In Liguria, con 120 euro, paghi 3 giorni di ombrellone e lettino al balneare con concessione scaduta .

La benzina viaggia a circa 1.6 (sono partito da Torino facendo il pieno a 1.74) e se l’autostrada costa più o meno come nel Bel Paese, la sosta all’autogrill stupisce. Spazi e servizi sono da parco giochi. Quasi quasi ci puoi fare le vacanze.

E infine c’è Leclerc (inteso come catena di supermercati, non come pilota di Formula 1). O l’inflazione in Francia non è mai arrivata, oppure mi sono talmente abituato a prendere ceffoni alla Coop, all’Iper Coop, alla Conad o dove meglio vi pare, che lo scontrino della spesa da Leclerc non mi è mai sembrato plausibile. Basso. Basso da farti sorridere. E in vacanza, in fondo, ci vai per sorridere.

NUDI ALLA META

Chiudo l’inutile disamina della mia vacanza con una nota in calce.

Per la prima volta sono stato in una spiaggia naturista, gestita dal comune di Hyères. Ero curioso, ma soprattutto avevo voglia di nuotare in forma implume. L’età media delle persone presenti in quel tratto di spiaggia riservata era alta.

Ho fatto su ciò una piccola considerazione che condivido qui: i corpi nudi soprattutto se devono fare i conti con la pinguedine e l’età, al mare, non sono goffi. Senza la costrizione di un costume che fascia, segna, comprime, sono molto più naturali. Direi perfino belli nel loro essere sfacciatamente liberi. Tra l’altro mi sembra la strategia più intelligente per ignorare in via definitiva e senza rimpianti la tanto temuta prova costume.

Vive la France.

2 Comments on "VIVE LA FRANCE"

  1. I think I am glad you did not post too many photos.

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